Cibo: le 8 curiosità che non sapevate

Che cosa si nasconde dietro il cibo? Oggi sveleremo alcuni piccoli segreti che non sapevate riguardo a particolari alimenti, iniziando dalle carotine. Questi alimenti sembrano levigati in maniera perfetta, ma non solo altro che scarti delle carote normali, forse troppo brutte per essere commercializzate.

Passiamo alla salsa wasabi, una pasta molto piccante di colore verde che spesso viene abbinata a sushi e sashimi. Quello che noi mangiamo non è la vera pianta giapponese costosissima, ma una polvere di rafano colorata. Proseguiamo con gli arachidi, i quali non sono noccioline come in molti li definiscono, ma legumi.

I ghiaccioli sono un altro alimento curioso, considerato il fatto che, soprattutto durante l’estate, si presentano come un alimento semplice e fresco. La loro origine deriva da Frank Epperson, il quale dimenticò un bicchiere con acqua e soda sul balcone in una notte gelida, dimenticandosi di aver lasciato il bastoncino per mescolarle al suo interno.

Anche le mele presentano interessanti curiosità, disponibili in più di 7500 varietà. Se dovessimo decidere di mangiarne una per ogni tipologia, ci impiegheremmo almeno 20 anni. L’olio extravergine d’oliva non è poi così extravergine, poiché secondo studi americani sarebbe adulterato. La maggior parte dei produttori non spreme le oliva, ma trasforma e deodora l’olio.

Le patatine fritte sono uno degli alimenti preferiti da grandi e piccini, ma nel Regno Unito sono uno dei pochi cibi ad essere tassati. Il pane confezionato è di qualità diversa rispetto a quello fresco, ma ricordate: se tra gli ingredienti si trova L-Cysteine, evitate di acquistarlo, poiché potrebbe derivare  da capelli umani o piume d’anatra, anche se si tratta di una leggenda metropolitana da prendere con le pinze.

Menta: le 10 proprietà benefiche per la salute

La menta è una delle piante più antiche e dalle numerose proprietà benefiche. Contiene acqua, proteine, minerali, vitamine, fibre e aminoacidi. Oggi, parleremo delle 10 proprietà che è in grado di regalare al nostro corpo, anche se ricordiamo che è bene non esagerare con la sua assunzione. Vediamole insieme:

  1. La menta è un eccellente rimedio nei confronti di disturbi gastrointestinali, visto che gode di attività antispasmodica. Perfetta per combattere coliche del tratto gastrointestinale superiore, del tratto biliare e in caso di possibili irritazioni al colon;
  2. La menta è un anestetico, poiché se applicato su mucose o pelle genere una vasocostrizione, seguita da una vasodilatazione, in modo da regalare un’azione anestetica locale;
  3. La menta è un analgesico, indicata contro le cefalee o le emicranie di carattere tensivo. Inoltre, allevia tutti i sintomi provocati da esse come nausea, vomito, intolleranza nei confronti di rumori o luce;
  4. La menta è un antisettico, ciò significa che presenta proprietà antisettiche e antiparassitarie, grazie ai polifenoli;
  5. La menta ha un’azione antilitica, ovvero aiuta a eliminare i calcoli alla cistifellea;
  6. La menta presenta un’azione decongestionante e balsamica, sfruttata per curare raffreddore, tosse e febbre, vista la sua funzione rinfrescante e decongestionante delle vie respiratorie;
  7. La menta è anche un cosmetico, presente in numerosi shampoo, pediluvi o detergenti intimi, vista la sua azione tonica, purificante e rinfrescante;
  8. La menta ha un’azione carminativa, rilassa lo sfintere e riduce la presenza di gas nell’intestino;
  9. La menta svolge un’azione aromatica, poiché viene impiegata piuttosto spesso in cucina per dare sapore ai piatti, ma anche a bevande, prodotti dolciari e liquori;
  10. La menta è un depurativo, particolarmente indicata in caso di alito cattivo. Effettuando gargarismi con foglie fresche in un po’ d’acqua, si potrebbe risolvere il problema

Funghi: quali sono quelli commestibili più conosciuti?

I funghi sono degli organismi vegetali che non sono in grado di sintetizzare in modo autonomo il loro nutrimento, pertanto la loro vita è segnata da altre piante oppure organismi. Si tratta di un alimento piuttosto diffuso e gustoso e sono davvero numerose le tipologie di funghi commestibili presenti in natura, anche se purtroppo ne esistono altrettanti velenosi.

Iniziamo parlando di tutti i funghi commestibili che si possono raccogliere per poi cucinare, come i Chiodini, i quali crescono in gruppi alla base degli alberi morenti, come abeti, salici, querce oppure gelsi. Nella maggior parte dei casi vengono raccolti in grandi quantità, visto che non può essere confuso con altri funghi nocivi per la salute.

Si passa poi ai Finferli-Gallinacci, una delle tipologie di funghi più comune e apprezzata nel mercato. Spesso viene nei boschi di conifere o latifoglie, in prossimità di querce o castagni. Compaiono per la prima volta all’inizio dell’estate fino ad autunno inoltrato e possono essere raccolti in ogni zona d’Italia.

Il Manina è un fungo caratterizzato da una forma particolare e appariscente, collocato nei boschi dell’Italia settentrionale e nel centro-sud. Per non creare disturbi all’organismo, dovrebbe essere consumato ancora giovane e non vecchio. Tra i funghi commestibili troviamo il Mazza di tamburo, piuttosto vistoso a causa delle sue dimensioni. Si presenta dalla forma elegante e curiosa e può essere raccolto in tutta Italia, dall’estate all’autunno.

L’Ovulo buono è uno dei funghi più buoni, caratterizzati da un sapore raffinato. Solitamente cresce nei boschi soleggiati, in prossimità di castagni, noccioli e querce. Si può raccogliere in ogni zona d’Italia tra l’estate e l’autunno. Passiamo al Porcino, uno dei funghi più conosciuti e apprezzati dai raccoglitori. Solitamente cresce nei boschi di conifere accanto a querce, faggi, pini e castagni tra aprile e ottobre.

Il Prataiolo è un altro fungo piuttosto comune, ma presente in natura in diverse forme e colori. Può crescere fino a 2000 metri di altezza dall’estate fino all’autunno. La Spugnola rotonda è un tipo di fungo primaverile, che preferisce un terreno calcareo per poter crescere. Il suo sapore è molto delicato, ma bisogna cuocerlo prima di mangiarlo.

La Vescia maggiore può raggiungere grandissime dimensioni, fino a pesare quasi 5 kg; la sua forma è tonda e si presenza senza gambo, pertanto è ancorato al terreno tramite radici. Tra gli altri funghi commestibili presenti in natura troviamo Calocybe gambosa e Acrocybe aegerita, funghi particolarmente apprezzati.

Acqua minerale, quale scegliere per la nostra tavola?

L’acqua minerale non regala effetti terapeutici diretti al nostro organismo, ma stimola e influenza tutti i processi fisiologici e patologici per ottenerli: ecco perché è importante scegliere il tipo d’acqua minerale più giusto a seconda dei propri bisogni salutistici.

Bisogna porre particolare attenzione all’acqua minerale termale, poiché nonostante abbia la stessa matrice originaria, presenza differenze per quanto riguarda la concentrazione dei componenti chimici e la loro funzione, considerando anche il fatto che alcune tipologie di queste acque devono essere assunte su controllo medico.

La maggior parte dell’acqua che acquistiamo non presenta indicazioni particolari, per questo motivo è facile confonderle e identificarle in maniera scorretta, nonostante le pubblicità che vediamo ogni giorno. Per impedirci di commettere degli errori bisogna cercare di capire quale tipologia di acqua minerale sia più indicata ai nostri bisogni, pertanto cercheremo un modo per classificarla.

L’acqua minimamente mineralizzata presenta sali minerali inferiori a 50 mg per litro, perfetta per ricostituire il latte durante l’infanzia. L’acqua oligominerale contiene da 50 a 500 mg di sali minerali per litro ed è in grado di agevolare la diuresi, con azione antispastica. L’acqua ricca di sali minerali contiene fino 1500 mg di elementi per litro, particolarmente indicata qualora vi siano carenze di magnesio e calcio.

L’acqua con bicarbonato superiore a 600 mg per litro regala un’azione antinfiammatoria, facilita la digestione ed è antispastica, qualora vi sia una versione di bicarbonato-calcica. L’acqua solfata contiene oltre 200 mg di solfati per litro e presenza effetti antispastici e antinfiammatori, ma non solo: viene consumata in caso di malattie all’apparato digerente o alle vie biliari. L’acqua calcica contiene oltre 150 mg di calcio per litro ed è consigliata per prevenire ipertensione e osteoporosi.

L’acqua magnesica contiene più di 50 mg di magnesio per litro, con effetto antispastico e antiflogistico, particolarmente consigliata in caso di stipsi cronica e per scarsità di magnesio. L’acqua ferruginosa contiene oltre 1 mg di ferro per litro, consigliata qualora vi sia carenza di ferro. L’acqua acidula presenta oltre 250 mg di anidride carbonica per litro, perfetta per gastropatie cronica con troppa secrezione.

Le ultime due tipologie d’acqua minerale di cui vogliamo parlarvi sono quella sodica e quella a basso contenuto di sodio. La prima presenta oltre 200 mg di sodio per litro, indicata per chi soffre di carenza di sodio; la seconda presenta sodio in quantità inferiori a 20 mg per litro, consigliata per chi segue un regime alimentare povero di sodio.

Calcolo Indice Massa Corporea: che cos’è?

Sempre più persone cercano di calcolare il proprio indice di massa corporea, ma di che cosa si tratta con esattezza? L’indice di massa corporea BMI è un particolare parametro che ci consente di stabilire se il nostro peso corporeo rientra nella norma, oppure si allontana. L’indice di massa corporea correla peso e altezza di ogni soggetto, dividendo il proprio peso espresso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri.

Bisogna tuttavia considerare il fatto che, nonostante il BMI stipuli una stima piuttosto attendibile, è comunque un valore che non raggiunge livelli di precisione alta. Ad esempio, se decidiamo di valutare il BMI di una persona atletica e molto muscolosa a confronto di una obesa, si potrebbe avere lo stesso risultato, anche se la motivazione è completamente differente: nel primo caso, il BMI sarà elevato a causa dei muscoli pesanti, mentre nel secondo a causa del tessuto adiposo.

Tuttavia, stiamo comunque trattando di un metodo pratico e sfruttato anche nell’ambito medico da dietologi, medici, nutrizionisti ed altri esperti nel settore. Vediamo insieme quali sono le categorie in cui si suddivide il livello di peso:

  • IMC sotto a 18,5 = sottopeso;
  • IMC tra 18,5 e 24,9 = normopeso;
  • IMC tra 25 e 29,9 = sovrappeso;
  • IMC al di sopra di 30 = obeso

Il calcolo dell’indice di massa corporea dipende da alcuni fattori, come ad esempio dall’età e dal sesso del soggetto, oltre ad altri fattori genetici ed ereditari, al tipo di alimentazione, al proprio stile di vita o alle condizioni di salute della persona in questione. Poniamo come esempio un individuo più basso di 150 metri: potrebbe presentare IMC elevati anche se non sono in sovrappeso. Nei bambini, invece, magrezza oppure obesità devono essere diagnosticate dal medico.

Acidi grassi, che cosa sono e a cosa servono

Quando si parla di acidi grassi ci si riferisce ai grassi contenuti in alcuni alimenti, i quali possono distinguersi in acidi grassi saturi e acidi grassi insaturi. Nel primo caso, potremmo avere spiacevoli conseguenze nei confronti della nostra salute se assunti eccessivamente, poiché derivano da snack o carni elaborate, con possibili malattie a carico del sistema cardiovascolare e metabolico.

Tuttavia, esistono acidi grassi benefici per il nostro organismo, quelli polinsaturi e monoinsaturi. Tali elementi regolarizzano il metabolismo delle cellule, eliminando il colesterolo cattivo presente nel sangue. Gli acidi grassi svolgono una funzione molto importante, visto che sono antiossidanti: sono quindi in grado di prevenire l’invecchiamento delle cellule, mantenendo la pelle in salute e agevolando la perdita di peso.

Tra gli acidi grassi essenziali più importanti troviamo l’Omega 3, un elemento che non viene prodotto dal nostro corpo, ma che viene assimilato grazie all’alimentazione: olio di semi di lino, verdure a foglia verde e soia contengono acido alfalinoleinico. Inoltre, anche consumando pesci come scombro, sardine e pesce grasso possiamo apportare l’Omega 3 al nostro organismo.

Questi pesci ci aiutano a ridurre i sintomi di possibili malattie infiammatorie, come l’asma o il mal di testa, combattendo efficacemente la formazione di cancro e patologie a carico del cuore. Tra i più importanti acidi grassi troviamo anche gli Omega 6, indicati per combattere malattie della pelle, sindrome premestruale e artrite reumatoide. Si possono trovare nell’olio di mais, di soia e di girasole, ma anche in appositi integratori.

Bisogna infine citare un’altra categoria interessante di acidi grassi essenziali, ovvero gli Omega 9, prodotti già dal nostro organismo ma assimilabili anche tramite noci, avocado e olio di sesamo: acidi grassi fondamentali per rendere più forte il nostro sistema immunitario.

 

Zucchero: 10 soluzioni naturali da utilizzare come alternativa

Prima di scoprire i 10 dolcificanti naturali che possono sostituire lo zucchero, è bene cercare di capire perché andrebbero impiegati al suo posto. Lo zucchero causa tensione addominale, produzione di gas a livello intestinale, genera una forma di dipendenza sul nostro sistema nervoso e aumenta la glicemia, oltre al fatto che “ruba” al nostro organismo vitamine e sali minerali. Vediamo insieme che cosa impiegare per rendere più dolci i nostri alimenti:

  • Lo zucchero di canna integrale, dal retrogusto di liquirizia. Si presenta granuloso e dalla colorazione marrone. Stiamo parlando di un alimento molto nutriente e tipico del Brasile;
  • Il miele, utilizzato da molte persone ma non indicato per chi segue la dieta vegana. Contiene saccarosio, glucosio, fruttosio, maltosio e destrosio e rappresenta un interessante energetico naturale, anche se non consigliato per la preparazione dei dolci visto che, dopo la cottura, diventa amaro;
  • Lo sciroppo d’acero contiene potassio, vitamina B, saccarosio e calcio. Deriva dalla linfa estratta dalla pianta dell’acero e regala un sapore molto dolce ai nostri piatti;
  • Malto d’orzo, sciroppo di mais e sciroppo di riso, dolcificanti naturali che si ottengono dalla germinazione dei cereali. Presentano potassio, magnesio, amminoacidi e sodio;
  • La melassa viene impiegata per dolcificare gli alimenti in modo naturale, considerato il fatto che deriva dallo zucchero di canna o dalla barbabietola. Al suo interno si trovano fruttosio, saccarosio, acido fosforico, potassio, glucosio, vitamine, minerali e fibre;
  • Lo sciroppo di mele non è di facile reperibilità, ma è colmo di vitamina e sali minerali, con un tasso glicemico molto ridotto rispetto allo zucchero bianco;
  • Il succo d’uva viene spesso arricchito da cannella, limone e chiodi di garofano; il suo sapore non viene apprezzato da tutti;
  • L’amasake deriva dalla cucina orientale e viene creato dalla germinazione enzimatica del riso bianco, un prodotto che può essere impiegato anche da solo come dessert;
  • La stevia è un altro dolcificante naturale molto interessante, con un’abbondante presenza di saccarosio; una pianta che può essere coltivata anche come ornamento per le proprie case. Il suo potere dolcificante è molto elevato, con un forte retrogusto di liquirizia

Aceto: fa dimagrire se assunto con regolarità?

Prima di stabilire se l’aceto è in grado di far perdere peso a chi lo assume, cerchiamo di capire di che cosa si tratta. Quando si parla di aceto ci si riferisce a un prodotto finale dovuto alla fermentazione di una fonte di zuccheri nell’alcool, un particolare processo ottenibile grazie al lievito.

L’aceto può avere diverse origini, da quello di mele a quello di grano, sfruttando come ingrediente principale l’alcool, che serve per ossidare. Alcune diete vedono il costante consumo di aceto per dimagrire velocemente, ma vediamo che cosa comporta alla nostra salute.

L’acido acetico contenuto svolge l’azione di regolarizzare il metabolismo, aumentando il senso di sazietà; inoltre, l’aceto presenta una funzione purificatrice nei confronti di reni e vescica, stimolando la produzione di succhi gastrici nel nostro stomaco.

Nella maggior parte dei casi, viene impiegato l’aceto di mele per dimagrire, solitamente mescolato a dello sciroppo d’acero e a del miele, con una piccola aggiunta di pepe di cayenna. Stiamo parlando di una particolare bevanda che viene assunta per 5 giorni consecutivi senza assimilare nessun altro tipo di alimento.

Un rimedio decisamente drastico, ma sarà efficace per perdere peso? L’aceto disintossica e purifica l’organismo, migliorando la risposta insulinica qualora si consumino molti carboidrati. Pertanto è stato possibile dimostrare che consumare aceto permetto un miglioramento dei livelli di zucchero presenti nel sangue, riducendo notevolmente i tempi di digestione.

Tuttavia, bisogna prestare attenzione qualora si soffra di colon irritabile, ulcera o reflusso gastroesofageo, poiché questa dieta miracolosa è controindicata. Inoltre, prestate attenzione nel caso stiate assumendo farmaci per curare il colesterolo: in questo caso rivolgetevi al vostro medico curante prima di consumare la bevanda a base di aceto.

Ortica: la pianta urticante dagli importanti benefici salutistici

L’ortica presenta tantissimi benefici dal punto di vista salutistico, pertanto mangiarla può solo che fare bene al nostro organismo. Stiamo parlando di una pianta con interessanti proprietà medicinali che, grazie alla clorofilla, presenta proprietà antianemiche. L’ortica viene infatti impiegata nei confronti dell’anemia dovuta a mancanza di ferro o perdite di sangue, poiché al suo interno troviamo acido folico e ferro in grado di incrementare la produzione di globuli rossi.

Una pianta molto particolare, spesso riconosciuta solo per il suo effetto urticante nei confronti della pelle, che presenta proprietà vasocostrittrici ed emostatiche: pare quindi che riesca a contrarre i vasi sanguigni e a bloccare possibili emorragie, perfetta anche per le donne che soffrono di cicli mestruali abbondanti. Inoltre, in caso di convalescenza, l’ortica aiuta a ripristinare il sistema immunitario, considerato il fatto che le sue foglie sono ricche di fosforo, manganese, calcio, magnesio, silicio, potassio, vitamina A, vitamina C e vitamina K.

Inoltre, l’ortica presenta proprietà depurative e diuretiche, pertanto viene consigliata nei confronti di calcoli renali, artrite, cistite, iperglicemia ed altre affezioni reumatiche. Una pianta che, in caso servisse, svolge un’azione disintossicante, eliminando con facilità i residui acidi del metabolismo. Una pianta particolarmente benefica per tutto il nostro corpo, considerato il fatto che gode anche di proprietà digestive grazie alla cretina, un particolare ormone prodotto dal nostro intestino in grado di stimolare la motilità dello stomaco.

Grazie ai tannini in essa presenti, l’ortica si vede impiegata anche per bloccare diarrea, quindi con ottime proprietà astringenti. Inoltre, svolge un’azione galattogena, poiché è in grado di incrementare la produzione del latte materno, pertanto è suggerita durante questa particolare e speciale fase della vita di ogni donna. Come si usa l’ortica in cucina? Non dovrete fare altro che versare un cucchiaio di foglie d’ortica in acqua bollente, spegnendo il fuoco e lasciando in infusione per circa 10 minuti.